Come Valutiamo un Casinò senza Concessione ADM

Il numero su dieci accanto a ogni operatore è un giudizio redazionale, e un giudizio che non spiega come si compone non vale niente. Questa pagina elenca i cinque criteri, i loro pesi e, in fondo, le tre cose che il punteggio deliberatamente non misura.

I cinque criteri e i loro pesi

CriterioPesoCosa guardiamo
Trasparenza documentale30%Società titolare, sede, riferimento di licenza e pagina dei termini: pubblicati, raggiungibili e coerenti fra loro
Leggibilità dell'offerta25%La promozione dichiara la propria struttura, non solo la percentuale: tasso, massimale e componenti accessorie quantificate
Ampiezza e provenienza del catalogo20%Categorie coperte e riconoscibilità degli studi di sviluppo
Chiarezza delle procedure di pagamento15%Regole di rimborso dichiarate, in particolare il vincolo del prelievo sullo stesso strumento del deposito
Reperibilità dell'assistenza10%Esiste un canale che risponde prima del deposito, non solo dopo

Il peso più alto sta sulla trasparenza per una ragione precisa: è il solo criterio la cui assenza rende inutili gli altri quattro. Un catalogo eccellente su un sito che non dichiara chi lo gestisce è un catalogo di cui non si sa a chi chiedere conto.

Perché la leggibilità pesa più della dimensione dell'offerta

Il secondo criterio è quello che produce i risultati più controintuitivi delle nostre classifiche, quindi vale la pena spiegarlo. Un'offerta che dichiara "600% fino a 9.500 euro" contiene due numeri e si può calcolare: per toccare il tetto serve un deposito di circa 1.600 euro, e chi ne versa cento riceve seicento. Un'offerta che dichiara "fino a 7.500 euro" senza percentuale contiene un numero più grande e meno informazione, perché il lettore non può stabilire cosa riceverà.

La seconda ottiene quindi un punteggio inferiore alla prima, pur avendo la cifra in vetrina più alta. Non premiamo la dimensione della promessa, premiamo la possibilità di verificarla prima di versare denaro.

Da dove vengono i dati sulle offerte

Da rilevazioni datate, una per riga. Non normalizziamo le date a un'unica data più recente per far sembrare la tabella più fresca: una cifra vista in febbraio resta datata febbraio anche accanto a una vista in aprile, perché il lettore ha diritto di sapere quanto è vecchio ciascun numero.

Quando due fonti indipendenti concordano su una cifra lo dichiariamo nella scheda, perché è un grado di conferma diverso da una rilevazione singola. Non combiniamo mai fonti diverse sullo stesso operatore: prendere l'importo da una rilevazione e le condizioni da un'altra, più vecchia, descriverebbe un'offerta che non è mai esistita in quella forma.

Quando un dato non c'è, la casella resta vuota e l'assenza è dichiarata. Non usiamo zero, non usiamo una stima e non prendiamo in prestito la cifra che lo stesso marchio pubblica in un altro Paese.

Come si assegna l'ordine

L'ordine della classifica segue il punteggio ponderato. La colonna "ideale per" della tabella di confronto è un'assegnazione editoriale separata: descrive per quale profilo di giocatore quell'operatore ha più senso, e non entra nel calcolo.

Il numero di schede approfondite non è discrezionale. Contiamo quante recensioni dedicate pubblicano le pagine che si posizionano su questa ricerca e ci allineiamo a quel numero, invece di scrivere una scheda per ogni operatore in elenco. Gli operatori senza scheda dedicata compaiono comunque nella classifica completa e in forma sintetica, con gli stessi dati datati.

Le tre cose che il punteggio non misura

Questa è la parte della pagina che conta più di tutte le altre, perché descrive i limiti di quello che leggi altrove.

  1. I tempi di prelievo. Non abbiamo effettuato prelievi di prova sugli operatori che classifichiamo, quindi non pubblichiamo tempi per marchio. Un tempo "riportato" o "medio di settore" sarebbe un numero costruito e leggerebbe come un dato misurato.
  2. Il requisito di puntata. Non lo pubblichiamo per nessuno degli operatori in elenco, e vale la pena spiegare esattamente perché, perché il motivo non è che il dato non esista da nessuna parte. Su una sola delle rilevazioni che abbiamo consultato compare un moltiplicatore, ed è riferito a un'offerta diversa da quella che pubblichiamo per quello stesso marchio: importo diverso, componente di giri diversa, rilevazione precedente della stessa giornata. Accostare quel moltiplicatore alla cifra che mostriamo descriverebbe condizioni che non hanno mai accompagnato quella cifra. Per tutti gli altri operatori il campo è vuoto. Quindi non lo stimiamo, non usiamo un moltiplicatore "tipico del settore" e non lo prendiamo da una rilevazione che riguarda un'altra promozione: sono tre modi diversi di pubblicare una condizione contrattuale che nessuno ha mai offerto.
  3. La giurisdizione della licenza per singolo operatore. È l'informazione che riteniamo più importante di tutte, ed è l'unica che chiediamo al lettore di verificare da sé. Non disponiamo di una fonte che la attribuisca marchio per marchio, e poiché la giurisdizione determina il trattamento fiscale della vincita, scriverla per approssimazione significherebbe pubblicare una conseguenza fiscale sbagliata. È stampata in fondo alla home page dell'operatore: leggerla richiede trenta secondi e vale più di qualunque punteggio, incluso il nostro.

Un punteggio che includesse una di queste tre voci senza i dati sottostanti sarebbe più completo e meno vero. Abbiamo scelto la seconda cosa.

Quando un giudizio cambia

Rivediamo la classifica quando cambia una cifra rilevata, quando una fonte nuova conferma o smentisce un dato esistente, o quando una segnalazione ricevuta tramite la pagina contatti si rivela fondata. Le correzioni sono datate. Non rimuoviamo un punto a sfavore su richiesta di un operatore, e il compenso di affiliazione descritto in chi siamo non incide su nessuno dei cinque criteri.